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Batistuta e quel trasferimento all’Atalanta mancato (per errore di Previtali) nel 1989. Il retroscena nerazzurro

Batistuta e quel mancato trasferimento all’Atalanta nel 1989: uno dei più grandi “What If” di mercato nella storia orobica (targata Franco Previtali)
Nonostante questo non sia ne il primo ne l’ultimo what if di mercato dell’Atalanta è un dato di fatto, ma alcuni potevano cambiare radicalmente la storia nerazzurra: scouting all’altezza, ma disponibilità economiche carenti o addirittura una leggera svista che ha fatto saltare tutto. Come è stato per esempio per il caso Gabriel Omar Batistuta: un simbolo della Fiorentina che era vicino a sbarcare a Bergamo negli anni 90.
Estate 1989, l’Atalanta è in Coppa UEFA e per il grande traguardo Franco Previtali vuole rinforzare l’attacco. Come dal Sud-America riuscì a portare un colosso come Evair, sempre lì tra le fila dei Newell’s Old Boys individuò un centravanti dal grande potenziale che con una buona dose di pazienza sarebbe esploso: si trattava appunto di Batistuta.
Franco Previtali, storico dirigente nerazzurro che per oltre 40 anni ha portato a Bergamo grandi giocatori, si lascia convincere e prima di attuare quello che sarebbe stato un colpo importante anticipando anche la concorrenza)su di lui il Verona e poi successivamente la Fiorentina), decise di osservarlo ancora.
Tutto fatto? Normale amministrazione? No, perché nonostante Franco Previtali avesse avuto grande fiuto nel trovarlo, tanti furono i dubbi riguardanti la sua integrità fisica e il suo modo di giocare in campo (meno ordinato rispetto agli standard medi). Le perplessità unite anche alla titolarità in pianta stabile di Evair fecero saltare la trattativa, e Batigoal a Firenze riuscì a consacrarsi: prendendosi la rivincita anche a Bergamo nella finale di Coppa Italia nel 1996.
